Scarpe Antinfortunistiche: La Guida Definitiva per Proteggere i Tuoi Piedi
Chi lavora in cantiere, in officina o in magazzino sa che i piedi sono tra le parti del corpo più esposte agli infortuni. Oggetti che cadono, superfici scivolose, materiali appuntiti: i rischi sono concreti e quotidiani. Le scarpe antinfortunistiche non sono un accessorio opzionale — in molti ambienti sono un obbligo di legge ai sensi del D.Lgs. 81/2008, e in tutti gli altri rappresentano un investimento che vale ben più del loro costo.
In questa guida analizziamo le categorie di certificazione, i materiali e i criteri per scegliere il modello giusto in base al tipo di lavoro.
Cosa Rende una Scarpa “Antinfortunistica”
Non tutte le scarpe robuste sono antinfortunistiche. Per essere classificata come DPI (Dispositivo di Protezione Individuale), una calzatura deve rispettare la norma EN ISO 20345:2011 e superare test specifici su resistenza all’impatto, all’abrasione e alla perforazione. Il marchio CE è obbligatorio.
Gli elementi strutturali chiave sono due: il puntale di protezione, che resiste a impatti fino a 200 joule (l’equivalente di circa 1.500 kg di pressione sul piede), e la lamina antiperforazione, che impedisce a chiodi o frammenti metallici di attraversare la suola. A questi si aggiungono caratteristiche variabili a seconda della categoria: resistenza all’acqua, antistaticità, isolamento termico.
Le Categorie S1, S2, S3: Cosa Cambia
La sigla che precede il numero identifica il livello di protezione base. SB rappresenta i requisiti minimi (puntale, suola antiscivolo, resistenza agli idrocarburi). Dalla categoria S1 in su si aggiunge l’assorbimento energetico del tallone e la protezione antistatica. S2 introduce la resistenza all’acqua della tomaia (WRU). S3 è il livello più completo: aggiunge la lamina antiperforazione, rendendo la scarpa adatta anche a cantieri e ambienti con superfici irregolari.
A queste sigle si affiancano indicatori aggiuntivi: SRC certifica la resistenza allo scivolamento su superfici bagnate, ESD protegge dalle scariche elettrostatiche (fondamentale in ambienti con componenti elettronici), WR indica impermeabilità totale della tomaia.
Riepilogo delle Certificazioni
- S1: Puntale + antistaticità + assorbimento tallone
- S2: Tutto S1 + resistenza acqua tomaia (WRU)
- S3: Tutto S2 + lamina antiperforazione
- SRC: Resistenza allo scivolamento (requisito aggiuntivo)
- ESD: Protezione elettrostatica (requisito aggiuntivo)
Puntale in Acciaio o Composito: Quale Scegliere
Il puntale in acciaio è il più robusto e il meno costoso, ma aggiunge peso e può condurre il freddo in inverno. Il puntale in materiale composito (fibra di vetro, kevlar o carbonio) è leggero, non conduce il freddo e non viene rilevato dai metal detector — un vantaggio in aeroporti e aree industriali con controlli di sicurezza. A parità di certificazione, le prestazioni di protezione sono identiche.
Il puntale in alluminio rappresenta un compromesso: più leggero dell’acciaio, più economico del composito. Adatto a lavori in ambienti temperati dove il peso è una variabile rilevante.
Come Scegliere la Taglia Giusta
Le scarpe antinfortunistiche seguono il sistema Mondopoint (norma ISO 9407), che considera sia la lunghezza che la larghezza del piede. Questo è importante perché una scarpa stretta può essere pericolosa tanto quanto una scivolosa: il piede deve potersi muovere naturalmente, ma senza slittare all’interno della calzata. Consigliamo di misurare il piede a fine giornata, quando è leggermente più grande, e di indossare le calze che si useranno normalmente sul lavoro.
Consigli di Manutenzione
Le scarpe in pelle vanno pulite con una spugna umida, senza strofinare. Le macchie ostinate si rimuovono con aceto bianco diluito. La suola si pulisce con acqua. Mai mettere le scarpe antinfortunistiche in lavatrice o vicino a fonti di calore dirette: i materiali tecnici si deteriorano rapidamente con temperature elevate.
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